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Radici

La maestosità del verde calabro. Il disordine, la jungla di alberi ed erba e sterpaglie e cespugli e fiori, e le coltivazioni dei contadini, e il rosso dei pomodori stesi ad essiccare, e i colori delle fico d’india che maturano sulle piante grasse ai bordi delle strade, e il giallo dei fiori di campo che investano le piantagioni di olive e sembrano un tappeto di sole.
C’è un’altra Calabria che vorrei poteste vedere. C’è un’altra Calabria che vorrei poteste vivere.
Con gli stessi ricordi della mia infanzia, i giochi con le ghiande raccolte per terra e i mazzi di fiori, e i giochi col verde a due passi, e le corse in bicicletta a raccogliere asparagi selvatici.
Ma forse, questo, non sarò davvero mai in grado di farlo.
Ruggine – Sambiase per immagini
“E tu che ci fai qui?” mi ha chiesto mio cugino, vedendomi con la macchina fotografica in mano. La frase non era proprio questa, certo: era un sambiasino poco tradicibile, qualcosa a metà fra “E tu che ci fai qui?” (luogo) e “Ma cosa stai facendo qui?” (azione).
Quel che contava era lo stupore divertito. Lo stesso della gente per strada e in piazza, nel vedere un quasi straniero – in città mi si vede davvero poco – girare con fra le dita quell’oggetto sconosciuto che alcuni inistono a chiamare “reflex”. Uno stupore divertito, dicevo, e un po’ impaurito; di quella paura lieve e irrazionale causata dall’ignoto.
La risposta era – semplicemente – che mi andava di fotografare la mia città. Ma era difficile da accettare, e ho avuto la netta sensazione che mio cugino tentasse di trovare spiegazioni più razionali. Magari fotografo per lavoro. Magari per un concorso, chissà. Dopotutto, perché fotografare Sambiase?
Non saprei spiegarlo neanche io, onestamente. Perché farlo? Forse era semplicemente il bisogno di raccontare una realtà che a breve potrebbe non esserci più. Divorata da una modernità che non le è consona, da una fame vorace di progresso e consumismo che poco si adatta ai ritmi lenti del Meridione.
Come un acido corrosivo che intacca le fondamenta delle case, rischiando di far crollare tutto.
Mi sembrava urgente fermare il tempo con uno scatto. L’avevo già fatto più o meno due anni fa, in un estemporaneo shooting con la mia compattina. Di nuovo, ne ho sentito la necessità. Una necessità doppia di tenere i piedi saldi sul terreno e ripercorrere le mie radici, e di incorporarle nella mia crescita fotografica.
Ma credo di aver parlato già abbastanza.









![Gatto. Nero. posted a photo: Tornato da Barcellona.Ho riflettuto su molte cose - troppe, come al solito - ma non sono giunto a nessuna conclusione.E niente. Oggi va così.[LOOP] Gatto. Nero. posted a photo: Tornato da Barcellona.Ho riflettuto su molte cose - troppe, come al solito - ma non sono giunto a nessuna conclusione.E niente. Oggi va così.[LOOP]](http://farm5.static.flickr.com/4107/4950821076_9b1bdc057b_s.jpg)



