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L'occhio fotografico di Claudio Mastroianni

Ruggine – Sambiase per immagini

Sambiase Photoshooting #1

“E tu che ci fai qui?” mi ha chiesto mio cugino, vedendomi con la macchina fotografica in mano. La frase non era proprio questa, certo: era un sambiasino poco tradicibile, qualcosa a metà fra “E tu che ci fai qui?” (luogo) e “Ma cosa stai facendo qui?” (azione).

Quel che contava era lo stupore divertito. Lo stesso della gente per strada e in piazza, nel vedere un quasi straniero – in città mi si vede davvero poco – girare con fra le dita quell’oggetto sconosciuto che alcuni inistono a chiamare “reflex”. Uno stupore divertito, dicevo, e un po’ impaurito; di quella paura lieve e irrazionale causata dall’ignoto.

La risposta era – semplicemente – che mi andava di fotografare la mia città. Ma era difficile da accettare, e ho avuto la netta sensazione che mio cugino tentasse di trovare spiegazioni più razionali. Magari fotografo per lavoro. Magari per un concorso, chissà. Dopotutto, perché fotografare Sambiase?

Non saprei spiegarlo neanche io, onestamente. Perché farlo? Forse era semplicemente il bisogno di raccontare una realtà che a breve potrebbe non esserci più. Divorata da una modernità che non le è consona, da una fame vorace di progresso e consumismo che poco si adatta ai ritmi lenti del Meridione.

Come un acido corrosivo che intacca le fondamenta delle case, rischiando di far crollare tutto.

Mi sembrava urgente fermare il tempo con uno scatto. L’avevo già fatto più o meno due anni fa, in un estemporaneo shooting con la mia compattina. Di nuovo, ne ho sentito la necessità. Una necessità doppia di tenere i piedi saldi sul terreno e ripercorrere le mie radici, e di incorporarle nella mia crescita fotografica.

Ma credo di aver parlato già abbastanza.

Sambiase Photoshooting #2Sambiase Photoshooting #3Sambiase Photoshooting #4Sambiase Photoshooting #5Sambiase Photoshooting #6

One Response to “Ruggine – Sambiase per immagini”

  1. Marco scrive:

    Conosco questa sensazione e la capisco.
    La percepisce chi in qualche modo si è allontanato dalle proprie radici. Quando torni nella tua terra natia e la trovi cambiata, come se stesse fuggendo via da come te la ricordavi, come se tu non ti sentissi più parte di lei, quella sensazione di estraniamento, lontananza, benessere e malinconia. Tutt’uno li per te.

    La cosa più brutta è che non puoi tornare indietro perchè sei un estraneo e se da una parte può farti piacere perchè ti senti cambiato, in parte senti la stizza per una parte di te che ti sta pian piano sfuggendo.

    Grazie Claudio.

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